
Lo scorso venerdì 26 giugno, la direzione provinciale PD, durante la prima convocazione dall’allentarsi delle misure contenitive, si è espressa in un sentito ringraziamento agli operatori sanitari per lo sforzo straordinario cui sono stati chiamati nelle settimane più difficili dell’epidemia da nuovo Coronavirus. La direzione ha evidenziato il valore straordinario che il welfare territoriale, sia pubblico che privato, è stato in grado di dimostrare nei giorni tragici della crisi dei contagi.
Una menzione di particolare e meritata riconoscenza è stata resa a Fausto Nicolini in occasione del suo ritiro anticipato dall’incarico di Direttore Generale per la solerzia, la competenza e la lungimiranza con cui ha guidato l’Azienda Sanitaria Locale nel corso degli ultimi dieci anni, così come agli operatori impegnati sul difficilissimo fronte delle Case Residenza per Anziani non autosufficienti (CRA).
Desideriamo far seguito ai lavori della direzione, pubblicando la lettera che Raffaele Leoni, presidente di ASP – Città delle Persone, ha inviato al direttore della Gazzetta di Reggio non solo per esprimere gratitudine a Nicolini, ma per sottolineare come l’operato di quest’ultimo rappresenti un modello di riferimento per l’intero Paese.
Gentile direttore,
anche io tra i tanti vorrei rivolgere al dottor Fausto Nicolini, ormai prossimo alla conclusione del suo incarico di Direttore Generale dell’Ausl di Reggio, un sincero ringraziamento per tutto quanto ha fatto nel corso di questi anni a beneficio della collettività reggiana.
Lo faccio prima di tutto come presidente dell’Asp Reggio Emilia Città delle Persone perché, in tale veste nel corso di questi anni, e specialmente in questi ultimi tre mesi, ho apprezzato lo spirito e la volontà di collaborazione, aiuto e sostegno che non ha mancato di garantire a un’azienda come la nostra, come a tutti i soggetti gestori dei servizi socio sanitari per anziani e disabili. Non è stato così ovunque. Sono grato per questo a lui e a tutta la dirigenza dell’Ausl.
Nel corso degli incontri che le Asp dell’Emilia Romagna hanno avuto con i vertici della Regione, non ho mancato in queste settimane di rimarcare quanto questa attenzione e collaborazione sia stata preziosa e virtuosa nel cercare di contenere gli effetti del Coronavirus e tutelare la salute dei nostri ospiti.
Mi creda, sentendo quasi quotidianamente i miei colleghi delle altre province, posso affermare senza alcun dubbio che un livello di collaborazione e sostegno simile non ha avuto eguali nel resto del territorio regionale. Credo sia giusto quindi, come ho affermato in quelle sedi e come vorrei sapessero i cittadini della nostra provincia, che l’esperienza reggiana sia additata e assunta come una buona pratica in tutto il territorio regionale e presa a riferimento da chiunque voglia cimentarsi nel ridisegnare il futuro dei servizi socio sanitari. Questa esperienza e questa lungimiranza lasciano quindi alla nostra comunità una eredità preziosa della quale andare orgogliosi e per la quale Fausto Nicolini, e tutta l’azienda che ha saputo dirigere egregiamente, meritano il giusto riconoscimento.
È davvero un peccato che Fausto non possa essere un protagonista in prima linea della costruzione di un nuovo assetto del welfare e della sanità della nostra Regione. Gliel’ ho detto anche personalmente quando mi ha comunicato la sua, per me inaspettata, decisione.
Del resto l’attenzione ai servizi territoriali, all’appropriatezza delle risposte ai diversi bisogni, a tenere insieme cura e prevenzione, a una sempre più efficace integrazione socio sanitaria non sono mai mancati in questi anni della sua direzione e non hanno impedito che contemporaneamente raggiungessero livelli di specializzazione sempre più elevati i presidi ospedalieri. È una tradizione che viene da lontano, perseguita nel tempo, ma che è stata sempre ridisegnata e adeguata in questi ultimi anni anche con l’unificazione tra aziende sanitarie e la nascita dell’Ircss. Ci sarà pure una ragione se Reggio Emilia può vantare tante eccellenze in campo sanitario.
Ma a me, dal mio piccolo osservatorio, spetta soprattutto riconoscere i meriti che la Direzione di Fausto Nicolini ha avuto anche in campo socio sanitario. Dove l’Ausl non è stata solo committente di servizi ma partner e punto di riferimento. Insieme abbiamo gestito il passaggio alla gestione unitaria e all’accreditamento dei nostri servizi, con la contrattualizzazione diretta da parte di Asp di infermieri e fisioterapisti e, via via nel tempo, dei medici di struttura che ha consentito di considerare la presenza medica nelle Cra (Case Residenza Anziani) non residuale e molto più integrata con le équipe di lavoro e con specializzazioni più adatte al contesto in cui operano.
Quanto sia stata preziosa questa scelta lo abbiamo misurato anche in questi mesi difficili e non è un caso che in altri contesti territoriali oggi la si voglia estendere. Insieme abbiamo concordato, altro caso unico in regione, che fosse necessario estendere tale possibilità anche alla Casa di Riposo, che pure non ne avrebbe diritto stando alle attuali norme sull’ autorizzazione al funzionamento di tale servizio, i cui ospiti dovevano affidarsi ai medici di famiglia (sono 32 all’ Omozzoli Parisetti, dei quali pochissimi varcavano l’ingresso della struttura in quei giorni difficili di marzo). Vedrete che una simile soluzione, che Reggio Emilia ha anticipato, diverrà necessario estenderla in tutto il territorio nazionale se davvero si vorranno riformare tali istituzioni.
Fausto Nicolini è stato sempre attento alle proposte che le Asp hanno da anni avanzato e formalizzato alla Regione, senza successo per ora, per estendere le ore di presenza medica nelle strutture per anziani, per prevedere la presenza di diverse competenze (geriatriche, riabilitative, di cura delle demenze) o per incrementare la dotazione infermieristica rispetto alle attuali norme dell’ accreditamento regionale, garantendone la presenza anche notturna (che oggi ci è consentita in un solo nucleo/reparto sui 16 che gestiamo). Proposte di grande attualità e per le quali ci siamo battuti insieme ai parenti dei nostri ospiti.
Non è un caso che, di fronte al reclutamento straordinario di questi ultimi mesi, da parte di Ausl di infermieri e oss che finivano per pescare anche tra persone dipendenti dell’ Asp, mettendoci in grande difficoltà di organico, sia stato possibile concordare tra le nostre aziende, il comando temporaneo di tale personale nei nostri servizi, a cui si sono aggiunti comandi temporanei di altri infermieri e operatori dell’Ausl oltre ai consulenti infermieristici e alle équipe di medici messi a disposizione dei vari soggetti gestori. Anche in questo caso è bene che si sappia che non è successo così ovunque nella nostra regione, anzi.
Abbiamo insieme, tra le nostre aziende, elaborato proposte ancora attuali e utilizzabili. Abbiamo studiato insieme negli anni scorsi soluzioni per limitare gli accessi al pronto soccorso e ricoveri impropri e ipotizzato percorsi ospedalieri dedicati per i nostri ospiti, per preservarne non solo la salute ma il benessere psicofisico, messo alla prova dai tempi di attesa; abbiamo costruito e realizzato progetti di miglioramento delle prestazioni sanitarie nella logica della prevenzione e della cura, per esempio delle piaghe da decubito, nell’ alimentazione dei disfagici, nelle cure della demenza e dell’ Alzheimer, nella prevenzione del dolore e nell’ accompagnamento come nel caso delle cure palliative o nel sostenere progetti per l’ autonomia delle persone disabili.
Non posso non ricordare infine che, da anni, Fausto Nicolini sosteneva proposte di riconversione della spesa sanitaria storica con un incremento delle risorse dedicate al territorio. È una indicazione di grande attualità. Diamogliene merito.
Sul piano personale posso testimoniare che Nicolini ha sempre saputo ascoltare, darti consigli e aprirti nuovi orizzonti. Talvolta una semplice domanda era l’occasione per una dissertazione che ascoltavo con ammirazione. Fausto ti conquista con la sua visione, la sua lungimiranza, il suo grande spessore intellettuale. È stato un piacere per me organizzare, da privato cittadino, occasioni di confronto e partecipazione sua a dibattiti culturali.
Quando il 26 aprile del 2013 lanciai la proposta di una raccolta di firme a sostegno della candidatura di suo padre Germano Nicolini a senatore a vita, subito dopo il bellissimo intervento che aveva fatto il giorno prima in piazza alla cerimonia istituzionale nel giorno della Resistenza – una proposta poi fatta propria dal giornale da lei diretto, grazie agli articoli e alle interviste di Massimo Sesena, e dal Comune di Fabbrico con il sindaco Luca Parmiggiani – Fausto cercò di dissuadermi ma accettò di parlarne comunque con il papà, che ha voluto proteggere con una tenerezza che ha prevalso sull’ orgoglio e la gratificazione. Una bella lezione, anche di umanità.
Raffaele Leoni
Presidente di ASP – Città delle Persone




