Quando il 25 aprile ò molto più che una ricorrenza

Quando il 25 aprile ò molto più che una ricorrenza

Prima della manifestazione cittadina, una trentina di persone si è riunita per partecipare alla celebrazione del 25 aprile al monumento ai caduti di Ospizio, la prima dopo il lungo stop agli assembramenti dovuto alla pandemia.
Uno stop che però non ha impedito a molti di noi di recarsi gli anni scorsi in quel luogo in forma personale ma soprattutto che i caduti ricevessero un doveroso momento di benedizione, come è stato ricordato in occasione di quella odierna.
Una benedizione che è stata accompagnata da una riflessione religiosa sul ringraziamento a chi ha dato la vita per gli altri, sulla memoria che genera l’identità delle comunità, sul ricordo che dobbiamo ai defunti, Ma anche, in questo terribile frangente internazionale, sull’esigenza e della pace nel rispetto dei popoli e delle persone.
Poi, la toccante lettura di due brani dal libro “Così divenni un ribelle” di Umberto Orlandini, un partigiano che ci ha lasciato proprio in questo 2022, pochissimo tempo fa. Sua nipote ha scelto i testi sul giorno della partenza per salire in montagna e proprio sul 25 aprile 1945, in una splendida giornata di sole e di Libertà.
L’intervento del rappresentante dell’ANPI provinciale ha preso il via infine da un ricordo di Gino Ghiacci, che tante volte presenziò in passato ricordando l’ingresso dei partigiani a San Maurizio e al Villaggio Stranieri, contestualizzando il 25 aprile in una filiera di fatti che portarono il nostro Paese a divenire prima libero dagli invasori e dal Fascismo, poi a darsi una forma repubblicana e democratica, infine a dotarsi di una Costituzione che anima i nostri diritti e le libertà per i quali la Resistenza ha combattuto.
La cerimonia si è conclusa al canto di Bella Ciao, trasmessa via megafono, timidamente intonata da alcuni presenti e via via diventata un piccolo coro.
Poche ore dopo, ad Acerra, a Sant’Anna, a Marzabotto le più alte cariche dello Stato hanno reso omaggio alla Liberazione e a chi lottò per resistere, con e senza armi. A Milano qualcuno ha avuto da ridire che il PD potesse sfilare al corteo, così come qualcuno ha pronunciato frasi ingiuriose contro la brigata ebraica.
E’ una minoranza che non coglie il senso delle cose e dei tempi e che non ha maturato in sé cosa sia e come funzioni il confronto democratico, che ha verità preconfezionate in forma di slogan e non capisce come occorra rispetto delle posizioni che ci si assume responsabilmente, affrontando le contraddizioni che il mondo ci propone e cercando la via migliore per superarle. E’ stato così in passato ed è così anche oggi, a fronte della tragedia dell’Ucraina e di una guerra tanto crudele quanto non dichiarata.
La posizione del PD su questa questione così come sul significato e i valori del 25 aprile è chiara e ben rappresentata dal Segretario Nazionale. La speranza che i popoli possano vivere nell’autodeterminazione e in pace, governandosi democraticamente, era e rimane la nostra principale aspettativa.

Il Direttivo del Circolo PD Reggio 6