Mercoledì 8 febbraio 2017, presso il Centro Sociale “Venezia”, ha avuto luogo l’assemblea degli iscritti dei Circoli PD 6 e 7. Tale momento, oltre a inserirsi nella più ampia campagna di ascolto degli iscritti proposta dal PD dell’Emilia-Romagna, è stato il primo momento di ritrovo e di confronto importante dopo la
sconfitta al Referendum costituzionale del 4 Dicembre. La serata, infatti, ebbe un ottimo riscontro di
presenze e partecipazione attiva da parte degli iscritti ai due Circoli. Ricordiamo come in quei giorni il clima, all’interno del PD, fosse in fortissima tensione e come questa sfociò in una scissione e nell’anticipazione del Congresso nazionale. Di seguito riportiamo parte della relazione di apertura del nostro Segretario:
Buonasera. Grazie a tutti per essere qui oggi e per come avete sostenuto il Partito Democratico in un momento così importante per il nostro futuro: come iscritti, come volontari e come cittadini. Ringrazio, sempre a nome dei Circoli Reggio6 e Reggio7, il Sindaco e il Segretario della Federazione provinciale per la loro presenza così come tutte le persone che vorranno intervenire.
Insieme a Roberto Bertacchini, che concluderà i lavori e che ha condiviso questa relazione di apertura, sono anche informarvi che l’Assemblea sarà verbalizzata come richiesto dal Pd dell’Emilia-Romagna, che ci ha trasmesso appositi moduli dove indicare esplicitamente il relatore. Relatore che, onestamente, facciamo fatica a pensare diverso da uno dei Segretari di Circolo anche se. quando siamo stati sollecitati a dar vita a una giornata di mobilitazione il 21 e una serie di riflessioni sui temi lavoro, accoglienza, sicurezza e sulla forma partito. ci era stato suggerito diversamente.
Il Direttivo del Circolo 6 ha quindi deciso di avviare una serie di incontri di riflessione e di ascolto con l’aiuto di assessori e di consiglieri di riferimento per il nostro territorio, in una logica di impegno diretto che ci ha sempre animato e che è stata poi accolta anche dai colleghi del Circolo 7 con l’Assemblea comune di stasera.. Sulla forma partito ci siamo incontrati il 21/1, su lavoro e economia il 29 (presente Gianluca Cantergiani), su accoglienza e immigrazione il 5/2 (con Christian Vergalli) mentre il 12 incontreremo sul tema sicurezza e partecipazione l’Assessora Montanari per concludere la domenica successiva con Roberta Pavarini, anche sul tema cose fatte e da fare, dove potrete fare pervenire richieste e proposte per il nostro territorio. Questo nell’arco di appena un mese lasciatoci in vista della conferenza programmatica di febbraio.
Prima di riportare alcuni risultati di questi incontri preliminari e di aprire il dibattito è però importante assicurare a coloro che qui rappresentano il Partito e l’Amministrazione, che noi SIAMO PRONTI.
Siamo pronti ad andare a votare, a partecipare ai processi di scelta democratica, alle primarie e al congresso, a fare quanto ci viene richiesto, anche a riflettere su temi e testi propostici in un momento singolarmente inidoneo, visto il reale dibattito che sta animando il partito. Perché siamo pronti all’esercizio della democrazia ogni volta che sia opportuno, così come lo siamo però anche a ricordare come la democrazia non sia solo una conta, bensì la ricerca di soluzioni condivise prima, durante e dopo il voto. La nostra cultura democratica non è quella degli strappi e delle decisioni prese a maggioranza e poi sottoposte a ratifica, a colpi di fiducia e di disciplina. Nella richiesta dei Segretari regionali rispetto all’unità e al pericolo di scissione leggiamo soprattutto l’esigenza di minor DIVISIVITA’ e di ricerca di una sintesi, sul cosa fare ASSIEME se chiamati a nuovamente governare. In una partecipazione che va sempre curata e migliorata, a partire dal livello locale.
Questo è più importante di chi è o sarà Segretario nazionale, è la cosa fondamentale per garantire che la prossima segreteria sia al servizio del Partito e non se ne serva, che riconosca e promuova politiche di centro-sinistra. Non va bene che vi siano leadership eccessivamente personalizzate, che confronti e decisioni trovino luogo al di fuori dei luoghi e momenti deputati, che la base non venga coinvolta, che si avanzi senza di noi.
Noi siamo contro la cultura degli uomini forti, che prima o poi porta ad errori gravissimi e alla scelta di fare a meno degli altri, perché tanto si sa come fare meglio di tutti. Siamo invece per la cultura degli uomini VERI, tanti se possibile, questi si, fuori e dentro al Partito.
Non siamo degli ingenui: sappiamo benissimo che non si ricoprono certi ruoli se non si hanno personalità, idee e capacità superiori alla mediai, ma essere uomini VERI vuol dire soprattutto avere il senso del proprio limite e rispetto di regole e persone, sapendo che scorciatoie e scaltrezze inevitabilmente si pagano.
Siamo pronti a affrontare sfide e non scommesse, a impegnarci per quanto siamo capaci. MA SU UNA COSA NON SIAMO PRONTI, ed è bene che lo si sappia. Noi, semplicemente, NON VOGLIAMO MAI PIU’ ANDARE A VOTARE DIVISI. Non vogliamo ripetere la frustrante esperienza del Referendum, e che i nostri Circoli hanno strenuamente cercato di limitare nel rispetto delle idee delle persone.
Pensare o aver pensato di andare a un voto anticipato partendo dal 40% dei SI al Referendum è offensivo per coloro di NOI che hanno votato NO e riapre dolorose ferite. Pensiamo di poterlo affermare perché coi nostri Circoli siamo stati promotori del Comitato per il SI Reggio Levante, presieduto e animato da Gigliola Venturini che non ringrazieremo mai abbastanza per lo straordinario impegno profuso, e che grazie al contributo di tanti tesserati e simpatizzanti ha portato avanti iniziative con rappresentanti del Partito a livello locale, regionale e nazionale.
E allora una riflessione. Quella del referendum è stata una campagna che ci ha insegnato come si possa competere soltanto dove il Partito c’è realmente, organizzato, capace di dialogare e come altrove invece, ad es. al sud, non vi sia stata storia, con una sconfitta che ha raggiunto proporzioni umilianti, misura di un approccio totalmente sbagliato e sul quale non è stata fatta alcuna soddisfaciente autocritica.
Per quanto concerne l’affermazione del Presidente Orfini che la legislatura si sia chiusa col voto del 4 di dicembre, invece vogliamo invece dire che non siamo d’accordo: è una lettura molto autoreferente, è più corretto dire che si è chiusa in quella sede l’importante esperienza del governo di Renzi Segretario, tra gli esecutivi Letta e Gentiloni anch’essi a guida di esponenti del PD.
Sicuramente c’è bisogno di riflettere e di rilanciare le politiche della principale forza europea di centro-sinistra. Volenti o nolenti questo sarà anche l’anno del nostro congresso, un momento per fare ordine nelle nostre idee e guidare le nostre azioni, a dieci anni dalla nascita del Partito Democratico.
So che alcuni di voi stanno attenendo di vedere come possa risolversi l’attuale fase critica del Partito prima di prendere la tessera 2017. Li capisco e li invito ad avere fiducia e a far sentire la propria voce, a sostegno di una unità che rischia di perdersi.
Ma veniamo ai risultati degli incontri preliminari.
Il documento “Spunti di discussione per il PD di domani” è stato valutato come sostanzialmente condivisibile nei vari punti trattati ma ritenuto debole e datato. Non tratta di alcuni aspetti sostanziali e in particolare si sente l’esigenza di approfondire le questioni già poste in ambito regionale lo scorso giugno, dove sarebbe meglio marcare gli aspetti che potrebbero differenziare in logica federale appunto lo Statuto del PD Regionale, ovvero:
– Il ruolo dei Circoli e del rapporto permanente col territorio in ogni momento della vita del Partito
-Il ruolo degli iscritti, dei volontari e degli elettori in relazione al contributo fornito e al loro effettivo e rispettivo impegno
– La partecipazione critica ai processi decisionali e di valutazione
-I livelli di autonomia organizzativa, amministrative e finanziaria per quanto concerne le risorse provenienti dai territori.
Appunto come proposto con richiesta formale avanzata di un forum tematico il 23 giugno e nella memoria che stiamo preparando dopo l’incontro del 21 gennaio.
Tra i punti del documento esaminato, abbiamo focalizzato l’attenzione su:
· Esigenza di completare rapidamente le norme sull’Albo degli elettori certificato · Evidenza che le modalità di assunzione delle decisioni col metodo democratico non corrispondono esclusivamente all’esercizio del voto · Necessità di superamento della coincidenza tra Presidente e Segretario, situazione assimilabile alla incompatibilità tra Segretario di Circolo e incarico di Sindaco o Assessore, da limitare alle monocratiche
· Ridefinizione della platea dei votanti a Segretari regionali e nazionale con possibile riserva delle Primarie per le cariche interne al Partito ai soli iscritti, a iscritti e elettori per quelle riguardanti le cariche elettive monocratiche · Valorizzazione dei Circoli da parte dell’organizzazione centrale quale luogo di confronto e palestra
· Importanza di promuovere quale ulteriore palestra di democrazia strutture amministrative basate su ripristino Circoscrizioni e loro nascita al momento delle fusioni di Comuni.
Un punto, quest’ultimo, per il quale abbiamo anche ricevuto note sintetiche che ricordano come il Comune di Reggio, tramite l’esperienza dei Laboratori di Cittadinanza e il regolamento per l’attuazione degli istituti di Partecipazione si stia attrezzando per colmare quel vuoto, Le condividiamo pienamente e pensiamo siano proposte e esperienze lungimiranti, non in contrasto ma in linea con una partecipazione politica oggi concessa esclusivamente alle città metropolitane.
Sugli altri temi proposti, invece, si segnalano:
Lavoro: come il jobs act abbia manifestato luci ed ombre; come occorra rafforzare le misure per incrementare il lavoro e conferirgli maggior dignità, con interventi strutturali sul costo del lavoro e delle imprese che avvantaggino le attività che creano maggior occupazione in proporzione rispetto a quelle che generano profitti privati e costi pubblici come le attività legate al gioco. Immediata limitazione e messa a punto dei voucher. Dato che la crisi determina il proseguimento di consistenti criticità nel sostegno per crisi aziendali e settoriali, in particolare nelle costruzioni e non solo, occorre sostenere gli ammortizzatori sociali ma soprattutto sviluppare l’occupabilità dei lavoratori in imprese locali e tramite un rilancio dell’imprenditorialità e della cooperazione. Si ritiene inoltre che si debbano rafforzare ulteriormente.
Economia: La valorizzazione delle peculiarità locali, per es. nei settori dell’agricoltura e dei servizi per i quali abbiamo competenze e capacità. In questo contesto occorre effettuare una grande riflessione su soggetti quali IREN e un nuovo percorso maggiormente attento a effetti puntuali e locali. Come farlo in un contesto dove le dimensioni assumono grande importanza è tema da approfondire. L’innovazione e l’internazionalizzazione, sostenendole attorno alle eccellenze e alle porte di accesso, con strutture di sopporto alla promozione ma soprattutto il massimo coinvolgimento dei vertici aziendali come già sta cercando di fare l’amministrazione municipale.
Relativamente all’accoglienza, è bene:
· Ampliare forme e risorse del territorio, soprattutto col coinvolgimento diretto del Comune nel processo previsto dalla proposta Minniti;
· Incrementare la trasparenza nella gestione dei servizi di accoglienza, soprattutto quelli oggi all’attenzione delle cronache, e la rapidità dei tempi di riconoscimento;
· Sviluppare l’attenzione all’erogazione dei servizi sociali e sanitari legati alle residenze effettive e ai processi di rilascio della residenza con forte rigore nel controllo delle presenze sul territorio;
· Interpretare l’accoglienza come un momento centrale per nuovi possibili cittadini europei, con meno limiti personali e più lavoro di inserimento e di coinvolgimento positivo nelle comunità, anche attraverso lavoro socialmente utile ma soprattutto verso modalità di coesistenza che dovranno essere portate avanti negli anni seguenti con chi decide di rimanere.
Sicurezza e partecipazione: siamo ancora in attesa dell’incontro con Valeria Montanari ma su una cosa vorremmo insistere: la sicurezza in termini di coesione sociale trova certamente una soluzione nella partecipazione di tutti i cittadini di qualsiasi origine e nel perseguimento di un obiettivo di civismo collettivo che Reggio ha sperimentato, ma la recrudescenza di scippi, aggressioni, furti che sta portando la Città all’attenzione dei media rischia di travolgere e oscurare una antica tradizione di ospitalità e welfare. Bisogna quindi saper declinare le nostre iniziative per pretendere il pieno riconoscimento del valore di questi servizi e azioni mirandole a garantire i medesimi livelli di legalità e regolarità che dobbiamo conservare anche sul fronte delle infiltrazioni mafiose e malavitose, perché Reggio non sia solo una città delle Persone ma soprattutto delle Persone per Bene. Più che evocare come fanno alcuni tolleranza zero dobbiamo impegnarci verso una società a miglioramento permanente, ostacolo progressivo a tutte le forme di violenza e illegalità, e su questo obiettivo chiedere lo sforzo quotidiano delle istituzioni, dei cittadini, della Giunta e del Consiglio comunale.
Su queste tesi vi chiediamo di pronunciarvi liberamente lasciando ora la parola ai nostri invitati.
Prima di chiudere la relazione introduttiva vorremmo però ricordare lo straordinario lavoro svolto dai nostri volontari agli stand storici Gnocco e baccalà e il Mauriziano, che ancora una volta hanno offerto un importante contributo ai risultati di FestaReggio e in altri momenti territoriali, come la festa di Gavassa. Grazie davvero. Consentitemi infine un ringraziamento particolare all’oscuro lavoro del Direttivo del Circolo 6, per l’organizzazione di 2 assemblee, per le iniziative su Costituzione e Legalità, su quanto discusso e deciso in 8 direttivi, sulla realizzazione di due uscite del giornalino e per l’aggiornamento del sito, oltre che per le iniziative svolte insieme al Circolo 7 e Sanità fino all’incontro dell’1 dicembre al Pigal, con la presenza della vicepresidente Sandra Zampa, della Prof.ssa Tubertini, di Luca Vecchi e di Beppe Carletti dei Nomadi, col quale abbiamo avuto il piacere di cantare insieme “Bella Ciao”.
Quello si, un canto che ci terrà uniti per sempre.
Grazie.
Daniele Ganapini
Segretario del Circolo PD RE 6





