di Davide Cerlini – Componente del Consiglio Direttivo PD Reggio 6
Come ogni anno, anche quest’anno 2025 a metà settembre hanno riaperto le scuole. E come ogni anno da qualche tempo a questa parte, alcune classi prime soprattutto delle scuole primarie, le ex elementari per intenderci, o non hanno aperto o hanno rischiato di non aprire. Il motivo è sotto gli occhi di tutti: lo chiamano “inverno demografico” ed è la definizione che viene utilizzata per indicare il fatto che nascono molti meno bambini di qualche decennio fa e, in ogni caso, da anni sono più i decessi che le nascite, costantemente in calo. Una volta si pensava che il nostro Pianeta, la Terra, non sarebbe stato in grado di accogliere tutti gli esseri umani nel giro di pochi decenni per il rapido incremento della popolazione mondiale, oggi tutte le stime stanno indicando, in tutti e cinque i Continenti, le date in cui la popolazione comincerà a calare o a prendere atto di quando questo è già accaduto, come in molti Paesi del cosiddetto Primo Mondo, Italia inclusa.
Prima, infatti, si è assistito al calo dei bambini nelle fasce d’età pre-scolari, con evidente ricaduta sulle scuole dell’infanzia, ormai da anni in contrazione numerica di iscritti; poi si è arrivati alle scuole primarie, perché se i bimbi non c’erano prima per gli asili non è che poi sbuchino dal nulla gli alunni per le scuole (immigrati compresi), che infatti iniziano a sentirne gli effetti anche ai gradi successivi dell’istruzione.
Fatto sta che gli attori, a tutti i livelli, coinvolti nell’ambito educativo e nella sua organizzazione devono farsi carico della situazione, cercando di mantenere, per quanto possibile e in determinati contesti, la disponibilità del servizio scolastico.
Ovviamente, anche il territorio di riferimento del Circolo PD Reggio 6, che comprende ampie zone del forese est di Reggio Emilia e diverse frazioni di campagna, è toccato dal problema della scarsità di bambini in età scolare. In particolare, nel forese sono rimaste solo tre scuole primarie di primo grado, a Gavasseto, Bagno e Marmirolo.
Quest’ultima ha vissuto un paio di mesi di “passione “ nella primavera di quest’anno, quando, un po’ a sorpresa e dopo aver dato rassicurazioni in proposito alle famiglie dei bambini che avrebbero poi iniziato la classe prima a settembre, è stato comunicato che la classe sarebbe stata formata nelle altre scuole ma non a Marmirolo, cui mancavano giusto un paio di iscritti per poter chiedere l’apertura in deroga sui numeri minimi di legge della classe. Ora, nessuno si illude che sarà sempre possibile tenere gli istituti attuali attivi ancora per lungo tempo noncuranti del calo demografico, ma esiste un problema di servizi alle famiglie che richiede un di più di riflessione rispetto al nudo e crudo dato numerico. Siccome questo è il compito della Politica in senso ampio, cioè deve interessare a tutti i livelli chi si occupa della Cosa Pubblica, nella “partita “ della classe prima a Marmirolo si sono impegnati diversi di quegli attori di cui si parlava poco fa: gli insegnanti e i genitori dei bambini in primis, la Dirigenza scolastica locale, l’Amministrazione comunale, alcuni Consiglieri comunali e la Consulta F cui fa riferimento il territorio.
Dopo aver tentato una interlocuzione con la Dirigenza e di fronte alla parziale indisposizione di ripensamento rispetto alla decisione di non far partire la classe, in virtù della mancanza del numero minimo anche per chiedere l’apertura in deroga, i genitori hanno chiesto e ottenuto una discussione aperta in Consiglio Comunale di Reggio, dove hanno incontrato l’appoggio esterno della Consulta e interno al Consiglio del Partito Democratico, che esprime la maggioranza con gli alleati, in modo particolare e fattivo del nostro Nando Ganassi insieme ad altri, nonché in modo molto più strumentale a fini meramente politici da parte di Consiglieri di minoranza, specialmente di Fratelli d’Italia e in misura minore di Alleanza Civica. Inoltre, ha fatto la sua parte, come detto, la Consulta F, soprattutto grazie al contributo dei nostri iscritti al Circolo 6, tra cui il coordinatore Gabriele Soncini e il sottoscritto.
Fatto sta che è stato posto il tema del valore del servizio scolastico e del suo mantenimento come servizio non solo alle famiglie dei bambini ma pure della comunità in cui è presente, proponendo di equiparare per quanto possibile le scuole nelle frazioni di campagna a quelle dei paesi di montagna, dove le funzioni vanno ben oltre la semplice istituzione scolastica e contribuiscono altresì alla vita stessa della popolazione locale. Tema questo che, va detto, ha trovato anche attenzione a livello nazionale grazie all’interessamento della parlamentare reggiana del PD Ilenia Malavasi.
Alla fine la storia è finita bene, con l’arrivo dei due iscritti mancanti che hanno portato all’attivazione della classe prima pure a Marmirolo, ma il movimento è stato corale e il PD della zona Est era esattamente dove doveva essere: vicino alle sue comunità e in difesa delle famiglie che si sono impegnate a fondo per continuare a fare letteralmente vivere la scuola elementare come un presidio di futuro in un territorio che è molto di più di un gruppo di case dormitorio, soprattutto per le persone, che sono e restano il core business del nostro partito, il quale non a caso si chiama Democratico, dal greco démos, cioè che riguarda il popolo. Era una battaglia giusta e noi c’eravamo.





