Oggi 19 dicembre 2021, l’Assemblea provinciale del PD di Reggio Emilia ha ratificato il voto espresso dagli iscritti nel corso della fase congressuale locale, prendendo atto dell’elezione di Massimo Gazza alla carica di Segretario provinciale del PD di Reggio Emilia. L’Assemblea ha altresì eletto all’unanimità Roberta Mori quale propria presidente. A Massimo e a Roberta i migliori auguri di buon lavoro da parte del Circolo Reggio Emilia 6. Riportiamo, di seguito, la comunicazione resa dal nuovo Segretario.
Buona giornata a tutte e a tutti,
innanzitutto, un sincero ringraziamento alle persone che hanno consentito lo svolgimento di 52 Congressi in 11 giorni, grazie a Rossana e Chiara, al Presidente e ai membri della Commissione provinciale per il Congresso, ai tanti militanti coinvolti.
Un saluto pieno di gratitudine a Gigliola Venturini, che ha assunto il gravoso impegno di guidare il partito negli anni della pandemia e ha dato una lezione di competenza, generosità e serietà. A titolo esemplificativo della dedizione vi dico che ieri sera ha seguito insieme a noi lo spoglio delle elezioni provinciali, ultima questione di cui si è occupata e che ha evidenziato un eccellente lavoro: l’82% di affluenza e 9 consiglieri eletti nel campo del centro-sinistra. Buon lavoro, dunque, al Presidente Zanni e a Claudia, Francesca, Elena, Nico, Ilenia, Francesco, Fabiana, Elio ed Erica.
L’intervento di oggi in accordo con la Commissione provinciale non ha l’ambizione di essere un intervento programmatico, che rimandiamo alla prossima Assemblea provinciale. Riteniamo che per dare la necessaria dignità a un documento di indirizzo politico del lungo periodo siano necessari due fattori: il tempo del confronto e la possibilità di incontrarci in presenza in modo che il dialogo e la discussione siano autentici e fertili. La scelta dell’on line, vista la crescita esponenziale della curva dei contagi, era inevitabile, prendiamo, tuttavia, da subito l’impegno di convocare l’Assemblea in presenza appena le condizioni sanitarie lo consentiranno. In quell’occasione vorrei condividere con voi la formazione dei futuri organi dirigenti del partito – direzione, segreteria, tesoriere e commissione di garanzia – e lo vorrei fare in presenza, non attraverso un video.
Oggi vorrei svolgere alcune riflessioni sul Congresso appena concluso, sul ruolo dell’Assemblea e sull’approccio nella gestione del Partito dei prossimi 4 anni.
Di fatto, in queste ore, si chiude un congresso di cui dobbiamo andare orgogliosi: dopo due anni di pandemia hanno votato oltre 2300 iscritti su un totale di aventi diritto di 3800. L’affluenza più alta d’Italia in rapporto agli abitanti. Un Congresso che ha avuto la funzione fondamentale di riattivare le relazioni, di rigenerare la partecipazione e di favorire la discussione. Un partito vivo, che dimostra un’articolazione e una capillarità che nessun soggetto politico può vantare e di cui dobbiamo essere orgogliosi, molto orgogliosi. Penso sia stato anche un congresso elegante, dai toni giusti, sincero ma al tempo stesso cordiale e non posso che ringraziare Emanuele e chi lo ha sostenuto per la responsabilità messa in campo. Credo che il percorso fatto valga più di mille documenti: abbiamo discusso, abbiamo sostenuto opzioni diverse, consapevoli che la nostra forza maggiore è costituita dall’Unità e dallo stare insieme con maturità. Abbiamo testimoniato nei fatti che la pedagogia democratica è arricchente. A tal fine chiedo che i delegati candidati nelle liste a mio supporto abbandonino fin da subito la casacca della mozione congressuale per indossare la maglia di un’unica squadra: quella del Partito Democratico. L’allenamento interno è terminato, ora ci aspetta la partita vera, quella con le destre, con il sovranismo e con il fascismo di ritorno. La grande missione dei prossimi anni è tenere viva la tensione e la partecipazione che si sono attivate in queste settimane da Boretto a Ventasso e che sono le vere vincitrici del congresso. Occorre aprirsi, ascoltarsi, guardarsi in faccia, riconoscersi e riconnettersi, a partire dall’innovativo strumento delle Agorà voluto dal nostro segretario Enrico Letta, molto utile per attivare la partecipazione dal basso e per dare ossigeno alle nostre riflessioni.
I 52 Congressi non hanno solo eletto il segretario, ma soprattutto i delegati che stamattina per la prima volta compongono l’Assemblea. Il luogo più rilevante del Partito, un luogo che ci dobbiamo impegnare a tenere in forma e in attività. Un’assise politica di oltre 270 persone è un valore inestimabile, di cui nessuna altra forza politica dispone e in cui hanno piena rappresentanza le articolazioni territoriali (sono rappresentati tutti i comuni della Provincia di Reggio Emilia) e le sensibilità politiche che concorrono alla definizione del nostro patrimonio ideale e valoriale. Il funzionamento dell’Assemblea deve essere necessariamente strutturato e non episodico, la discussione dei delegati deve ritmare la vita interna e esterna del nostro partito, che attraverso un gruppo dirigente diffuso rende più performante la propria azione. Penso che l’Assemblea non abbia solo un ruolo di indirizzo, ma anche di verifica, può essere un presidio decisivo per dare forza al progetto politico, che è indispensabile per guidare un sistema complesso come il partito democratico a Reggio Emilia. Ovviamente ringrazio Roberta per essersi messa a disposizione, certo del fatto che potremo fare un bel percorso insieme.
Penso a un partito, dunque, che si fonda sul metodo democratico: saper ascoltare, saper confrontarsi, saper elaborare e saper fare sintesi. Attitudini decisive nella società dell’imprevidibilità e del rischio. Una prassi politica introdotta dal segretario nazionale, a cui va il mio plauso per l’opera di ricucitura e di pacificazione messa in atto e che ha cambiato la nostra prospettiva politica e ha determinato una nuova connessione con la società italiana. Metodo che impone di camminare insieme a tutti quelli che condividono con noi il patrimonio valoriale e culturale, a partite dall’Anpi passando alle forze sindacali e arrivando alle agenzie sociali, educative e dell’ecologismo, alla fine, insomma dialogando con la ricchissima società reggiana. Il metodo democratico poggia sul pensiero condiviso e diffuso e dunque privilegia l’interlocuzione con gli iscritti, con i militanti e con gli amministratori, ponendosi l’obiettivo di valorizzare la principale infrastruttura di cui disponiamo: la rete dei circoli. E’ dal confronto territoriale e dall’analisi differenziata che prende vigore la nostra azione e diventiamo un soggetto radicato e funzionale alla crescita. Metodo democratico che deve essere applicato anche alla vita interna del partito, un partito con radici profonde, che è forte se unisce le diversità, non se le nasconde. Un partito votato da 100 mila reggiani è fisiologico che abbia spazi politici, una classe dirigente matura fa sì che diventino spazi di elaborazione e di pensiero che trovano uno spazio di vita comune nel partito. Partendo dalle radici che ci contraddistinguono abbiamo il compito di portare nuove idee e di introdurre le indispensabili innovazioni di cui ha bisogno questo Paese segnato dalla crisi sanitaria, sociale ed economica. Serve una tensione politica che cerchi soluzioni per chi è più debole e si ricordi di ingaggiare anche chi ci guarda da fuori, dove ci sono comunità e coesione sociale si conquistano libertà e uguaglianza e si esercitano i diritti e i doveri.
Il metodo democratico posizione al centro della riflessione i beni comuni, che a noi arrivano direttamente dalla nostra storia: antifascismo e Art. 3 della Costituzione, istruzione, sociale, ambiente, salute e qui non posso che riservare un senso di infinita gratitudine ai medici e agli operatori sanitari che in questi due anni a Reggio Emilia e nel Paese hanno dato una straordinaria prova di competenza e dedizione. Se parliamo di messa al centro delle cose pubbliche non possiamo non ricordare l’importantissimo ruolo che l’art. 49 della Costituzione assegna ai partiti, ruolo che esce rafforzato dalla pandemia e che accresce la nostra responsabilità e che ci richiama in modo forte ai principi dell’equilibrio, della competenza e della serietà nella gestione della nostra comunità politica e le comunità migliori sono fatte di legami forti, obiettivi comuni da perseguire e persone che si sentono ascoltate.
Buon lavoro a tutti noi e Buone Feste!
Massimo Gazza





