Nel giorno del centenario della nascita di Nilde Iotti, riportiamo in forma integrale il ricordo della nostra insigne concittadina curato da Valeria Montanari, di cui un estratto è stato pubblicato dalla Gazzetta di Reggio.
Sapevo chi fosse Nilde Iotti fin da piccola, me la presentò la tv: ho fatto in tempo a vivere l’infanzia in un momento durante il quale noi bambine si doveva provare a stare in silenzio durante il TG1, perché il papà o il nonno volevano ascoltare cosa stesse accadendo. In quegli anni, erano tanti i nomi della politica italiana che riempivano lo schermo: Andreotti, Craxi, Almirante, Cossiga, Altissimo, Napolitano, Forlani e due persone speciali, molto presenti nella loro tragica assenza, Aldo Moro ed Enrico Berlinguer.
Le donne erano poche, pochissime. E su tutte svettava lei, la Presidente della Camera.
Se penso a Nilde Iotti con occhi di bambina, ne ricordo la bellezza; si distingueva dagli uomini ripresi nell’emiciclo – tutti più o meno uguali nei loro completi grigi e blu – per l’innata eleganza, sottolineata da dettagli mai banali, fosse una collana, un fermaglio per capelli, il rossetto. E poi quel timbro di voce fermo e chiaro. Se in famiglia era mio nonno a interessarsi di politica, non fu un caso che la prima a parlarmi orgogliosa del ruolo di Nilde Iotti e della sua provenienza reggiana fu la nonna, e oggi dico che lo fece con la consapevolezza di chi stava raccontando la storia di una donna che rappresentava il percorso di tante altre, come la stessa Iotti rammentò nel celebre discorso di insediamento alla Camera dei Deputati nel 1979.
Ho avuto l’onore di sentir raccontare più volte il pensiero e le azioni di Nilde Iotti dalle sue amiche: da Loretta Giaroni, Ione Bartoli ed Eletta Bertani, con quell’orgoglio e rispetto che si tributa alla persone che hanno fatto cose grandi per gli altri. Quel suo saper essere donna di Stato e delle istituzioni, senza perdere di vista il valore del suo pensiero di parte nel rispetto di tutte le parti, e senza dimenticare l’autonomia delle proprie opinioni, pratica che la politica attuale preferisce ‘tenere in panchina’.
In questa ricorrenza che la riguarda, l’impegno di Nilde Iotti ha ancora tanto da insegnarci. Prendo ad esempio il suo intervento sulla famiglia nella fase costituente nell’ottobre del ‘46, dove si legge: “… è necessario occuparsi nella Costituzione della famiglia. S’impone infatti anche in questo campo un’opera di svecchiamento e rinnovamento democratico (…) nella vecchia legislazione e nel vecchio costume del nostro paese, la famiglia ha mantenuto sinora una fisionomia che si può definire antidemocratica”. E Nilde Iotti nell’argomentare questa sua affermazione parla di sentimenti come motivazione prevalente alla costituzione di una famiglia, a scapito di altri interessi. Parla così a 26 anni, lottando per dare rilevanza politica e giuridica ai sentimenti privati delle persone, da una parte con l’impulso che a quella età si ha “per svecchiare” e al tempo stesso con la lucidità che intuisce il ruolo dello Stato di farsi garante dei diritti individuali e famigliari attraverso la Carta costituente, per dare l’opportunità alle persone di poterli affermare per davvero. Un’intuizione attuale e ancora molto potente, a più di 70 anni di distanza.
Valeria Montanari
Assessora alla Partecipazione, Cura dei Quartieri e Lavori Pubblici
Ricorre in questi giorni il primo anniversario della morte di Raffaele Leoni. Il valore del…
Pubblichiamo l'intervento sulla mozione popolare depositata dal Comitato "La Giarola" del Gruppo PD in Consiglio…
Pubblichiamo la nota del Consigliere comunale Nando Ganassi che annuncia la mozione di sostegno al…
In data 27 ottobre 2025 il Comune di Reggio Emilia ha approvato la mozione per…
Accorpamento Ufficio Dogane, il Consiglio comunale: «grave errore». Approvata la mozione a prima firma del…
In data lunedì 20 ottobre 2025, il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità la mozione del…